SCELTE

di Giuseppe Favilla

Il numero 1 di Agorà IRC 2021 ha un titolo sintetico che apre a molte riflessioni e congiunture iniziali e in questo numero sostanzialmente sono tutti presenti. Quando lo scorso 18 dicembre si è riunita la redazione molte sono state le riflessioni riguardo su cosa far ruotare questo numero. La prima considerazione era se concentrare le riflessioni sul “concorso irc”, ma abbiamo deciso di riservare la riflessione a dei numeri supplementari, abbiamo operato una scelta efficace e utile per tutti i colleghi interessati.Il Numero di gennaio conterrà invece una riflessione a più voci che ruota intorno alla Scelta di avvalersi dell’IRC; l’orientamento universitario e il ruolo che hanno i diversi attori nelle scelte di studio e professionali e le motivazione che sono sottese a tale scelta, non solo gli studenti ma anche il ruolo della famiglia.
Abbiamo dato voce anche a due Direttori di Istituto di Scienze Religiose e a tre Direttori Uffici IRC di tre diocesi italiane.  Ma essendo anche un periodo caldo, seppur nel freddo inverno che stiamo vivendo, approfondiremo con due articoli due tematiche legate alla futura scelta dei docenti di religione.

Tutta la nostra esistenza ruota attorno a delle scelte. La nostra stessa professione docente di religione cattolica si basa a partire dal 1985 su una scelta operata da parte degli studenti. Oggi l’85% degli studenti frequenta l’IRC e noi, come professionisti, ogni giorno ci poniamo di fronte a delle scelte di tematiche, occasioni di dialogo e approfondimento, nel solco di quanto indicato nelle Indicazioni Nazionale per l’IRC, per rendere sempre attuale e affascinante un insegnamento che non è solo un “riversamento” di nozioni e concetti, ma che è l’instaurazione di un rapporto sinergico con lo studente, entrando così in una relazione empatica tale da superare e oltrepassare quei confini scolastici, quali la paura del brutto voto o l’attesa di un bel voto, ed entrare nella dimensione vera dell’educazione: far venir fuori quelle potenzialità e quelle competenze di vita già presenti nello studente di qualsiasi età, ma che con il premuroso accompagnamento del docente diventa ulteriore momento di crescita e consolidamento. L’ora di religione cattolica, così intesa, non è più solo un momento di discussione di tematiche di attualità, come spesso i colleghi di altre discipline intendono, ignari delle Indicazioni Nazionali per l’IRC. Ma si tratta di una lettura guidata da indicazioni di carattere etico-morale, storico e teologico, della realtà che circonda l’alunno di ogni età. Una lettura principalmente della propria condizione di vita che si apre contestualmente alla lettura della società. È affascinante come ad ogni livello ciò si realizza in modo quasi naturale, come sviluppo stesso della disciplina.
Per gli studenti di tutte le età queste scelte di vita vengono fatte periodicamente attraverso incontri e proposte di orientamento. Per i più piccoli è operata dalle famiglie. La prima scelta che un genitore si trova a fare se scegliere la scuola statale o paritaria e tra queste se di stampo confessionale o laico. Questa prima scelta è garantita dalla stessa legge del 10 marzo 2000, n. 62 – Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione. Un secondo momento di scelta è il percorso di studio una volta terminato il primo ciclo di istruzione (primaria e secondaria di primo grado), ogni studentessa e studente, è chiamata/o a scegliere il proprio percorso: liceale oppure tecnico-professionale e anche in questa occasione che vengono fuori gli orientamenti di vita ed è bello come al primo anno della scuola secondari di secondo grado un visione del proprio futuro e che spesso al termine degli studi, a gennaio dell’ultimo anno, se ne ha uno diametralmente opposto. In questa fase si inserisce l’orientamento universitario che poi determinerà anche la professione lavorativa. Gli open day universitari rappresentano un momento importante, non solo per presentare strutture e percorsi di studio, ma anche quella che sarà poi la realizzazione della vocazione di coloro i quali si affacciano ai diversi indirizzi di studio.
In questa contesto che si colloca anche la scelta di studio quali le scienze religiose o la teologia, con la conseguente, quasi necessaria successiva professione insegnante di religione cattolica. Tale scelta oggi porta una duplice consapevolezza, di natura giuridica, approfondita nei numeri scorsi: la scelta se partecipare ad un concorso selettivo così come proposto dalla politica e dall’Amministrazione (art. 1bis legge 159/2019), irrispettosa della professionalità maturata in lunghi anni di servizio da oltre 10mila IdR, oppure tirarsi indietro lasciando ai più giovani tale opportunità, che di certo, se ne avranno l’occasione (certificato di idoneità diocesano) non se la lasceranno, giustamente per loro, sfuggire. Ad oggi però sono chiari due punti: 1. l’intesa del 14/12/2020 prevede un concorso selettivo; 2. ad oggi non c’è alcun bando. Le OO.SS., la Uil Scuola IRC per prima, hanno sottolineato la necessità di riaprire un tavolo di lavoro con il Gabinetto del Ministro per determinare un’azione politica a favore della professionalità maturata dei docenti precari storici di religione cattolica.
Concludo con le parole di Zygmunt Bauman che sono di una profondità umana sempre attuali e vere: “Ognuno di noi è artista della propria vita: che lo sappia o no, che lo voglia o no, che gli piaccia o no.”

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