UIL SCUOLA IRC - INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA
GRADUATORIE SOPRANNUMERARI IdR DI RUOLO 2021/22

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDA DI TRASFERIMENTO (MOBILITA’ TERRITORIALE)

ORDINANZA MINISTERIALE 107/2021 – MOBILITA’ DOCENTI DI RELIGIONE CATTOLICA

E MOBILITA’ PROFESSIONALE

Lunedì 26 aprile 2021

In ottemperanza all’O.M. 107/2021, i docenti di religione cattolica inseriti nei ruoli/tempo indeterminato devono presentare la SCHEDA per la graduatoria regionale articolata per ambiti territoriali diocesani per l’individuazione degli eventuali soprannumerari. La scadenza per la presentazione scheda è fissata per

  Lunedì 17 maggio 2021

ECCEZION FATTA DA DIVERSA TEMPISTICA PREDISPOSTA DAGLI UU.SS.RR.  

IN BREVE

  1. la mobilità territoriale o professionale può essere espressa fino ad un massimo di 5 diocesi su due regioni (compresa quella di appartenenza);
  2. la scelta potrà avvenire per la diocesi e non per la sede, essendo gli IdR titolari su diocesi;
  3. l’Ufficio Scolastico Regionale formulerà una graduatoria regionale articolata per ambiti territoriali diocesani di tutti i docenti di religione di ruolo; tale graduatoria sarà utilizzata per individuare l’eventuale personale che risulta soprannumerario sulla singola istituzione scolastica nella successiva fase di utilizzo.

LE SCADENZE

  • Presentazione delle domande: dal 31 marzo al 26 aprile 2021
  • Revoca delle domande: 4 giugno 2021
  • Invio domande da parte del DS all’USR: 26 aprile 2021
  • Comunicazione da USR alla scuola di servizio del punteggio assegnato: 21 maggio 2021
  • Pubblicazione dei movimenti: 14 giugno 2021
  • Intesa sulla sede di utilizzazione: 24 giugno 2021

  GRADUATORIE REGIONALI SU BASE DIOCESANA:

  • Scadenza di presentazione della scheda: 17 maggio 2021 (monitorare gli uffici scolastici regionali)
  • Invio della documentazione da parte dei DS ai Direttori regionali per la formulazione della graduatoria regionale su base diocesana: 17 maggio 2021
  • Dichiarazione di eventuale cessazione dell’attività di assistenza al familiare disabile: 4 giugno 2021
  • Predisposizione graduatoria regionale su base diocesana: 4 giugno 2021

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SCARICA LIBERAMENTE LE DICHIARAZIONI

Tutti i file sono in formato docx

  1. Scheda per la Graduatoria Regionale su Base Diocesana per l’individuazione degli eventuali soprannumerari a.s. 2021/2022
  2. INSTRUMENTUM LABORIS UIL SCUOLA IR – guida scheda compilazione graduatoria su base diocesana
  3. Allegato D – Dichiarazione dell’anzianità di servizio a.s. 2021/2022 (per insegnanti della scuola Primaria/Infanzia) 
  4. Allegato – Dichiarazione dell’anzianità di servizio a.s.2021/2022 (per gli insegnanti della scuola secondaria di 1^ e 2^ grado) 
  5. Dichiarazione sostitutiva di certificazioni a.s. 2021/2022
  6. Allegato F – Dichiarazione continuità di servizi per GRADUATORIA a.s. 2021/2022
  7. Dichiarazioni Insegnanti di Religione Cattolica
  8. Modello di Reclamo avverso la graduatoria regionale a.s. 2021/2022 – Modello Analitico 1
  9. Modello di Reclamo avverso la graduatoria regionale a.s. 2021/2022 – Modello Analitico 2
  10. ORDINANZA MINISTERIALE 107/2021 – MOBILITA’ DOCENTI DI RELIGIONE CATTOLICA

MODULISTICA PASSAGGI DI RUOLO

(verticale – solo per chi ha superato entrambi i concorsi nel 2004)

IRC – Domanda di passaggio di ruolo – PR1 scuola dell’infanzia e primaria

IRC – Domanda di passaggio di ruolo – PR2 scuola secondaria I e II grado

MODULISTICA TRASFERIMENTI

IRC – Domanda di trasferimento – TR1 scuola dell’infanzia e primaria

IRC – Domanda di trasferimento – TR2 scuola secondaria I e II grado

Elenco diocesi

VALUTARE=VALORIZZARE?

di Giuseppe Favilla, coordinatore nazionale UIL Scuola IRC

La valutazione ha per oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni. La valutazione concorre, con la sua finalità anche formativa e attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai processi di autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento dei livelli di conoscenza e al successo formativo, anche in coerenza con l’obiettivo dell’apprendimento permanente di cui alla «Strategia di Lisbona nel settore dell’istruzione e della formazione» (DPR 122/2009 art. 1 comma 3)
Ho voluto riportare in premessa il leitmotiv del nostro numero di marzo, interamente dedicato alla valutazione, nello specifico la valutazione dell’IRC e la valorizzazione del bambino e della bambina, dello studente e della studentessa.
I processi di apprendimento, propri per ciascuna fascia di età, si caratterizzano anche per la peculiarità con cui è prevista la valutazione, che può essere espressa in un giudizio descrittivo, così come avviene nella scuola primaria (art. 1, comma 2–bis legge 41/2020) oppure in una “misurazione” con voto in decimi nella scuola secondaria.
Entrambi i metodi di valutazione hanno come scopo quanto previsto dal DPR 122/2009 “valutare il processo di apprendimento” insieme al comportamento e non ultimo “il rendimento complessivo” degli alunni e alunne.
Una valutazione, dunque, che non si ferma alla mera verifica di conoscenze di concetti, ma che valorizza tutto il percorso dell’attività didattica. Almeno tre sono i momenti di cui la valutazione deve tener conto:
1)l’approccio ai singoli insegnamenti, nella parte degli elementi fondativi e dei concetti essenziali ma anche di quelli più approfonditi, che si traduce in 2) un rendimento misurato o comunque collocato in una griglia di valutazione attraverso l’uso di giudizi; ciò vale per la scuola primaria in particolare e per l’IRC in generale.
3)Non ultimo, come terzo elemento strategico, la valutazione del comportamento, come strumento necessario ed indispensabile per veicolare le conoscenze. La domanda, a questo punto, nasce spontanea: un alunno che manifesta problemi disciplinari anche seri, può raggiungere gli obiettivi formativi, dunque il successo formativo? Ebbene a questa domanda non possiamo che rispondere positivamente. Di certo sarà necessario tenere presente un elemento essenziale, spesso trascurato: l’autovalutazione! Le potenzialità degli alunni più difficili potrebbero sfuggire alle procedure standard di valutazione, che finirebbero per rivelarsi inefficaci. Scopo della valutazione non è misurare la bravura del docente, bensì valorizzare lo studente stesso, individuando, come afferma lo stesso DPR, le “potenzialità degli alunni medesimi” ed i primi conoscitori delle proprie potenzialità sono proprio gli stessi studenti.
Il numero di Agorà IRC di questo mese ci permette di approfondire la questione da tanti punti di vista. L’intervista al dott. Daniele Novara, pedagogista, consulente e formatore, e direttore del Centro Psicopedagogico per la Pace e per la gestione dei conflitti (CPP) di Piacenza, ci introdurrà al complesso mondo della valutazione e dell’approccio del minore nel contesto educativo scolastico.
Concludo questo editoriale con una domanda: quali sono le sfide per un docente davanti al proprio discente: occorre concentrarsi sul programma da finire o adoperarsi per garantire il successo formativo? Come docente di religione cattolica non posso che accettare con maggiore impegno la seconda sfida perché cosciente che valutare non è che una parte di un processo più ampio chiamato apprendimento, quella piccola parte che mira alla verifica dei progressi e alla valorizzazione dello studente e della studentessa, da essi il docente è chiamato a trarre il meglio al fine di poter garantire il loro successo formativo.
In quest’ottica di valorizzazione si pone anche la questione dei docenti di religione incaricati annuali, che per lunghi anni hanno profuso impegno, passione e dedizione ai quali va riconosciuto il merito oggettivo della professionalità acquisita. Pensare per loro un concorso selettivo che valuterà delle mere conoscenze ci sembra miope, iniquo e ingiusto!

LEGGI LA RIVISTA ON-LINE

La Valutazione nella Scuola Primaria e IRC

Il tema della valutazione è un tema molto dibattuto negli ultimi tempi e in modo particolare quando, con il decreto legge 8 aprile 2020, n. 22 , convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, concernente “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, nonché in materia di procedure concorsuali e di abilitazione per la continuità della gestione accademica”, e in particolare l’articolo 1, comma 2–bis, il qualeprevede che “in deroga all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, dall’anno scolastico 2020/2021, la valutazione finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle indicazioni nazionaliper il curricolo è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro dell’istruzione”, ha riportato la valutazione in giudizi appunto descrittivi, come di fatto lo sono stati anche in passato.

Ci si è posti dunque la domanda: ma cosa è cambiato per gli Insegnanti di Religione Cattolica nella valutazione periodica e finale degi alunni che si avvalgono dell’IRC?

Offriamo a tutti i nostri lettori una scheda operativa, che precede il corposo numero di Agorà IRC di marzo tutto dedicato al tema della Valutazione e alla Valorizzazione.

SCARICA QUI LA SCHEDA (CLICCA SULL’IMMAGINE)

GLI IdR POSSONO ESSERE INSERITI NELLE GRADUATORIE ATA?

La risposta alla domanda non può che essere affermativa! Infatti il titolo di accesso alle graduatorie di terza fascia del personale ATA hanno come base di partenza i diplomi di secondaria di secondo grado e per il profilo di collaboratore scolastico, può essere requisito di accesso aanche una qualifica professionale della durata triennale (non è il caso dei docenti di religione almeno nel 99% dei casi).

Per accedere alle graduatorie di Terza Fascia, di cui non è ancora stata pubblicata la ordinanza ministeriale, è sufficiente essere in possesso di qualsiasi diploma. Ci sono però delle eccezioni che permettono di accedere anche nelle graduatorie di diversi profili.

I profili comuni sono: Assistente Amministrativo (AA) e Collaboratore Scolastico (CS), ma i diplomi tecnici e professionali danno accesso anche ai profili di Assistente Tecnico (AT) a supporto dei docenti delle discipline tecniche e professionali e agli insegnanti Tecnico Pratici.

Per esempio: un docente di religione che ha conseguito il diploma di Liceo Classico, potrà essere inserito in due soli profili ATA: Assistente Amministrativo e Collaboratore Scolastico. Mentre se è in possesso di un diploma ad esempio di tecnico commerciale indirizzo informatico, si potrà essere inseriti nella rispettiva graduatoria come Assistente Tecnico laboratorio di informatica.

Per una maggiore, anche se non del tutto esaustiva lettura, vi invitiamo a prendere visione la pagina del Ministero dell’Istruzione cliccando qui.

Ricordiamo che il servizio di religione (tutto) vale è utile nella misura di 1,20 punti l’anno che sommati al punteggio del titolo di accesso e all’eventuale laurea o titolo riconosciuto permettono una collocazione in alto nella graduatoria di terza fascia.

È utile inoltre sapere che, dopo due anni (24 mesi) di servizio effettivo in qualità di personale ata in uno specifico profilo (Assistente Amministrativo oppure Tecnico o semplicemente Collaboratore Scolastico), si può partecipare al “Concorso 24 mesi” per essere inseriti nelle graduatorie permanenti ed aspirare all’assunzione a tempo indeterminato.

I docenti di religione che desiderano essere inseriti nelle future graduatorie di terza fascia del personale ATA possono prendere contatti al numero del Coordinamento Nazionale tel. 0694804753 oppure scrivere a info@uilscuolairc.it per avere maggiori informazioni e assistenza presso le nostre sedi UIL Scuola presenti su tutto il territorio nazionale.

VINCOLO QUINQUENNALE, non si applica ai docenti di religione cattolica in ruolo dal 2020/21.

Lo scorso 5 marzo è proseguito l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione ed i Sindacati della scuola sul tema della mobilità. Per il ministero era presente il Direttore generale Dr. Filippo Serra; per la Uil Scuola Antonello Lacchei, Paolo Pizzo e Giuseppe Favilla.
La riunione ha affrontato l’esame delle OM relative al personale docente, educativo, di religione cattolica ed ATA per l’anno scolastico 2021/22.

“Riguardo l’OM mobilità IRC – afferma il Coordinatore Nazionale UIL Scuola IRC – abbiamo proposto la cancellazione del vincolo quinquennale nell’istituzione scolastica, previsto nella bozza all’art. 1 comma 3. La proposta ha trovato accoglimento da parte dell’Amministrazione e delle altre sigle sindacali, motivato anche dal fatto che i docenti di religione cattolica non sono titolari in una sede specifica, cioè una scuola, bensì in un territorio corrispondente con la diocesi. Abbiamo inoltre ribadito la necessità di superare questo tipo di configurazione di titolarità, che ad oggi risulta anacronistico, in favore di una titolarità sulla scuola specifica ovviamente nell’ambito del territorio diocesano di appartenenza”


La Uil Scuola inoltre ha proposto al vaglio del Ministro la riformulazione dell’art. 10 commi 3 e 4 riguardo le graduatorie regionali su base diocesana, al fine di ottenere una interpretazione univoca a livello nazionale. “Infatti – ribadisce Favilla – così come sono ad oggi formulati i commi 3 e 4, lasciano spazio ad una lettura diversa a seconda del Dirigente che li leggono, ciò avviene in modo particolare in Lombardia dove non è stata mai applicata alcuna circolare che avesse come oggetto la formulazione di una graduatoria regionale su base diocesana finalizzata all’individuazione dei soprannumerari dei docenti di religione.

A tal proposito – conclude il Coordinatore Nazionale Giuseppe Favilla – abbiamo trasmesso all’Amministrazione le nostre richieste di modifica che di certo non comporterebbero alcuno stravolgimento in quelle realtà ove da sempre si procede alla compilazione della graduatoria, ma porrebbero la parola fine in quelle situazioni regionali ove la discrezionalità procedurale la fa da padrona. Rimaniamo in attesa che il neo Ministro Bianchi e il dott. Serra accolgano le nostre modifiche. Lo stesso funzionario si diceva stupito del fatto che ci fossero così tante richieste di modifica dell’OM per gli IRC, in modo inaspettato da ciò che era diventata “prassi”! Forse in passato andava tutto bene? Ai “posteri l’ardua sentenza”!

ESAMI DI STATO: I DOCENTI DI RELIGIONE POSSONO ESSERE PRESIDENTI DI COMMISSIONE

L’OM n.54 sugli esami di Stato, pubblicata lo scorso 3 marzo, conferma quanto ormai da alcuni è previsto per i docenti di ruolo, cioè la possibilità per i docenti a tempo indeterminato di religione cattolica da almeno 10 anni di poter presentare la domanda in qualità di presidente di commissione.

Tutti i docenti a tempo indeterminato nella secondaria di secondo grado ivi compresi gli IdR possono essere Presidenti di Commissione. Non è necessario essere in possesso di alcuna abilitazione specifica relativa ad una classe di concorso. 

Nell’OM all’art. 7 comma  lettera “g” è l’articolo di riferimento proprio per i docenti non in possesso del semplice requisito del servizio di ruolo da almeno 10 anni, che è la condizione più comune tra i docenti a tempo indeterminato di religione: possono presentare domanda attraverso il Mod. ES-1 tramite Istanze online “i docenti in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato di istituto d’istruzione secondaria di secondo grado statale, con almeno dieci anni di servizio di ruolo”.

Non sono esclusi anche i docenti in possesso dei titoli pontifici riconosciuti quali lauree magistrali o vecchio ordinamento (quadriennali), così come previsto sempre dall’OM alla lettera “f”.

Va da sé che il presidente, così come previsto dall’OM è  esterno, dunque l’eventuale individuazione da parte dell’Ufficio Territoriale articolazione dell’USR di appartenenza del docente di religione, sarà per altro istituto diverso da quello in cui presta servizio.

Nuovo incontro sull’Ordinanza Ministeriale sulla Mobilità del personale di ruolo Insegnanti di Religione

Prevista per oggi alle 15:00 l’incontro tra Amministrazione e OO.SS. che avrà come oggetto oltre all’Ordinanza sulla Mobilità propria per i docenti di religione cattolica anche le ordinanze per il personale docente e Ata. Sarà un nuovo confronto con l’Amministrazione che si è resa disponibile ad un nuovo dialogo con le parti sociali su alcuni punti che risultano, purtroppo, al momento risolvibili solo con una norma primaria.

Domani presenteremo il resoconto dell’incontro e le nostre proposte riguardo l’OM sulla mobilità docenti di religione di ruolo.

VINCOLO QUINQUENNALE? LA UIL SCUOLA IRC DICE NO!

La riapertura del contratto integrativo sulla mobilità potrà essere l’occasione per eliminare il vincolo quinquennale di divieto di spostamento.
Misura che finora ha impedito di coprire i posti disponibili (vacanti) nei territori diversi da quello in cui si è in condizione di essere stabilizzati con le graduatorie esistenti che altro non sono che concorsi per titoli e servizio – Così Pino Turi – Segretario Generale della Uil Scuola sintetizza la mancata risposta della nostra O.S. all’invito per la presentazione dell’OM sulla mobilità.
La mobilità non è di solo interesse del personale docente di posto comune e di sostegno, ma riguarda anche i docenti di religione cattolica. IL Coordinatore Nazionale IRC della UIL Scuola Giuseppe Favilla afferma che tale vincolo viene applicato anche ai docenti di religione cattolica assunti lo scorso anno con decorrenza giuridica ed economica dal primo settembre 2020 a tempo indeterminato. Il vincolo quinquennale coinvolge dunque anche il personale docente di religione cattolica recentemente immesso in ruolo, secondo la bozza dell’Ordinanza Ministeriale specifica, vista la particolare normativa concordataria a cui sono soggetti. Stando così le cose, afferma Favilla,  si protrae l’ingiustizia infinita nei confronti degli idonei del concorso del 2004. Gli idonei del  concorso, rimasti bloccati negli elenchi di merito per sedici lunghi anni, che, per scelte personali o familiari, abbiano deciso in questo tempo di lasciare la propria diocesi, sono stati richiamati nella diocesi di origine per poter ottenere il tanto agognato ruolo. Oggi, come prevede la modifica dell’art. 399 del Testo Unico modificato con la legge 159/2019, questi colleghi non potranno nemmeno chiedere l’Assegnazione provvisoria per il ricongiungimento al coniuge o ai figli e saranno bloccati in un luogo che potrebbero ormai aver abbandonato da oltre un decennio. Chiediamo che questa Odissea abbia fine. Solo con la riapertura del contratto di mobilità si potrà finalmente ottenere  giustizia per tutti i docenti, cancellando una norma che è lesiva della dignità del lavoratore – conclude il coordinatore Favilla – Tutti hanno il diritto di poter stare vicino ai propri cari e di prendersene cura!