VINCOLO QUINQUENNALE? LA UIL SCUOLA IRC DICE NO!

La riapertura del contratto integrativo sulla mobilità potrà essere l’occasione per eliminare il vincolo quinquennale di divieto di spostamento.
Misura che finora ha impedito di coprire i posti disponibili (vacanti) nei territori diversi da quello in cui si è in condizione di essere stabilizzati con le graduatorie esistenti che altro non sono che concorsi per titoli e servizio – Così Pino Turi – Segretario Generale della Uil Scuola sintetizza la mancata risposta della nostra O.S. all’invito per la presentazione dell’OM sulla mobilità.
La mobilità non è di solo interesse del personale docente di posto comune e di sostegno, ma riguarda anche i docenti di religione cattolica. IL Coordinatore Nazionale IRC della UIL Scuola Giuseppe Favilla afferma che tale vincolo viene applicato anche ai docenti di religione cattolica assunti lo scorso anno con decorrenza giuridica ed economica dal primo settembre 2020 a tempo indeterminato. Il vincolo quinquennale coinvolge dunque anche il personale docente di religione cattolica recentemente immesso in ruolo, secondo la bozza dell’Ordinanza Ministeriale specifica, vista la particolare normativa concordataria a cui sono soggetti. Stando così le cose, afferma Favilla,  si protrae l’ingiustizia infinita nei confronti degli idonei del concorso del 2004. Gli idonei del  concorso, rimasti bloccati negli elenchi di merito per sedici lunghi anni, che, per scelte personali o familiari, abbiano deciso in questo tempo di lasciare la propria diocesi, sono stati richiamati nella diocesi di origine per poter ottenere il tanto agognato ruolo. Oggi, come prevede la modifica dell’art. 399 del Testo Unico modificato con la legge 159/2019, questi colleghi non potranno nemmeno chiedere l’Assegnazione provvisoria per il ricongiungimento al coniuge o ai figli e saranno bloccati in un luogo che potrebbero ormai aver abbandonato da oltre un decennio. Chiediamo che questa Odissea abbia fine. Solo con la riapertura del contratto di mobilità si potrà finalmente ottenere  giustizia per tutti i docenti, cancellando una norma che è lesiva della dignità del lavoratore – conclude il coordinatore Favilla – Tutti hanno il diritto di poter stare vicino ai propri cari e di prendersene cura!

Articoli simili