L’UAAR distribuisce un kit per l’insegnamento della robotica nell’ora di alternativa.

Giuseppe Favilla: “sembra intravedere dietro questa azione un invito a lasciare l’ora di religione. È necessario, invece, il kit del buon senso e del rispetto!”

La Uil Scuola Irc in un articolo dei primi di ottobre, sottolinea che il permanere in classe degli studenti non avvalentesi nega loro il diritto di svolgere l’attività scelta, attribuisce una responsabilità non dovuta all’insegnante di religione cattolica e nega agli studenti avvalentesi la possibilità di svolgere regolarmente lezione con il loro docente.Il 22 di Ottobre sul blog UAAR i coordinatori del circolo di Milano e della Lombardia si preoccupano di raccogliere e diffondere i dati del primo mese di scuola condividendo con la Uil scuola Irc che le disposizioni ministeriali non sono state rispettate. La situazione è complessa e richiede di essere affrontata con un minimo di onestà intellettuale. Da troppi anni in molti istituti scolastici la normativa viene volutamente ignorata, basterebbe invece ricordare che la liceità delle pratiche non dipende da una visione individuale della questione, esiste una legge che, come tale, deve essere rispettata.

Molte scuole stentano ad organizzare le attività alternative che spesso non sono realizzate in modo adeguato. Pare plausibile ipotizzare che dietro questi ritardi si nasconda una mancanza di volontà. Il Segretario nazionale di dipartimento Uil Scuola IRC Giuseppe Favilla, seppur condividendo lo sforzo dell’UAAR di distribuire kit per l’insegnamento della robotica, intravede dietro questa azione un invito a lasciare l’ora di religione, ricorda inoltre che le attività didattiche e formative non possono prevedere lo svolgimento di  programmi di discipline curriculari e nemmeno iniziative di potenziamento  riconducibili alle aree di cui all’art.1, c.7 legge 107/2015, poiché in questo  caso si verrebbe a creare una situazione di vantaggio nei confronti degli  alunni avvalentisi dell’insegnamento della religione cattolica.

“Certo – ricorda Favilla – ognuno fa il suo gioco, ma sarebbe molto più semplice e rispettoso mettere in atto le circolari in quanto esse richiamano in modo inequivocabile la libera scelta di tutti gli studenti, avvalentisi e non. Il kit del buon senso e del rispetto – prosegue il Segretario Uil scuola Irc – sembra proprio questo quello che manca!”

Il problema è molto sentito nelle scuole del nord Italia dove nella secondaria soprattutto è presente un elevato numero di non avvalentisi, ma i dati diffusi in un recente articolo apparso su Orizzonte scuola non collimano con quelli ufficiali diffusi dalla Conferenza Episcopale Italiana per l’anno scolastico 2019/20, che vedono una adesione dell’81% anche al nord , con una percentuale altissima del 97% al sud, i dati scendono al 74,93 solo se si considera il dato parziale delle scuole secondarie al nord Italia. Questi numeri confermano la qualità dell’insegnamento offerto, soprattutto considerando che la disciplina di religione cattolica è l’unica facoltativa e che numerosi dirigenti, anziché studiare il fenomeno nella propria attuando una seria politica di organizzazione delle attività alternative, offrono comode scorciatoie agli alunni favorendo la disaffezione. Del resto ultimamente la strada più comoda sembra essere quella dell’ordine di servizio non legittimo che accomoda in classe, tutti insieme, alunni avvalentisi e non, per mesi e mesi.

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