La UIL Scuola non condivide la richiesta unitaria

La Uil Scuola Irc non cede alle facili soluzioni, peraltro già rifiutate in passato. La strada dei compromessi ad ogni costo viene abbandonata in nome di quella giustizia che oggi più che mai, alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia Europea,  spetta di diritto agli insegnanti di religione.

La Uil Scuola decide di non appoggiare tramite nuove rivendicazioni la linea dell’emendamento condiviso dalle sigle sindacali in occasione della legge di bilancio e porta avanti, ora, una propria politica e visione per la risoluzione della problematica.  La recente sentenza della Corte di Giustizia Europea, infatti, ha profondamente mutato lo scenario e suggerisce di non accettare una politica al ribasso per gli insegnanti di religione. Insistere nuovamente su una procedura che riserva ai precari di lunga data solo il 50% dei posti in uno straordinario, appare in forte contrasto con le direttive europee che riconoscono ai precari con più di 36 mesi di servizio il diritto di avere un contratto a tempo indeterminato. Tutti ormai ben conoscono i rischi legati a tale percentuale. Del resto il Dipartimento IRC si muove in piena armonia con la politica per la risoluzione del precariato della Uil Scuola che, come ricorda il Segretario Generale Pino Turi, “parte dalla riforma del reclutamento che deve comprendere la formazione e che deve riconoscere il diritto alla stabilizzazione del personale con 36 mesi con un piano legislativo specifico.” Viene da chiedersi perché, dunque, a ridosso di una proroga, riproposta senza che fosse chiesta, utilizzare nuovamente una strategia che incontra ora uno scenario mutato? Al Segretario di Dipartimento IRC della Uil Scuola tale mossa è sembrata un estremo tentativo di far ingoiare una pillola amara agli insegnanti di religione: 2550 posti distribuiti a livello nazionale risultano essere del tutto inadeguati e risponderebbe solo ad un sesto di quanti hanno diritto ad un contratto a tempo indeterminato a causa del superamento dei 36 mesi.

Ecco cosa rivendica la UIL Scuola:

– una procedura straordinaria non selettiva per chi ha maturato i 36 mesi di servizio.

– la riserva del 100% dei posti liberi in organico ai vincitori di concorso straordinario.

– graduatorie a scorrimento fino a totale esaurimento per il concorso 2004 e per il concorso straordinario.

La Uil scuola chiede giustizia per i docenti di religione che meritano finalmente pari trattamento rispetto ai docenti di altre discipline. “Siamo certi che si sia aperta una nuova stagione – sottolinea Favilla, Segretario del Dipartimento UIL Scuola IRC – un nuovo cammino per rivendicare quanto ingiustamente è stato sottratto alla dignità professionale di migliaia di docenti, non è più il tempo di abbassare le asticelle, ma di elevarle e trovare nuovi fronti di dialogo anche e soprattutto con la politica e il Governo e contestualmente svegliare le coscienze dei lavoratori e lavoratrici insegnanti di religione ormai assopite da lunghi anni di disillusione. Il Segretario della Uil Scuola, Pino Turi, rincara la dose. ” Parlamentari e Governo si assumano le loro responsabilità e dicano in modo chiaro chi desidera, e chi no, dare soluzioni definitive alle persone”.

Ufficio Stampa