Il Dipartimento UIL Scuola IRC ha iniziato una serie di incontri con i parlamentari e le istituzioni locali al fine di illustrare le problematiche più emergenti dei docenti di religione, primo fra tutti la questione del precariato.

La delegazione composta dal Responsabile Nazionale, Giuseppe Favilla, dall’ex segretario territoriale della UIL Scuola di Varese, Giovanni Infortuna e dal responsabile territoriale di dipartimento UIL Scuola IRC di Varese, Fabio Giorgi, ha incontrato nella giornata di venerdì 20 u.s. l’On. Maria Chiara Gadda di “Italia Viva” e l’On. Matteo Bianchi della “Lega”. Nella giornata di martedì 24 u.s. la delegazione ha incontrato la vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia dott.ssa Francesca A. Brianza.

Nei tre rispettivi incontri è stata illustrata la situazione dei docenti di religione, del loro precariato e di quanto al momento presta molta preoccupazione, soprattutto per chi ha maturato ultra decennale servizio nell’insegnamento della religione cattolica, il concorso ordinario ed esclusione da qualsiasi forma straordinaria di procedura concorsuale.  A tutti è stato lasciato un fascicolo informativo che riporta nello specifico i numeri del precariato in Italia e per singola regione e le soluzioni proposte dalla UIL Scuola per la sua risoluzione, che sintetizziamo:

  • Concorso straordinario non selettivo per chi ha maturato trentasei mesi e più di servizio;
  • Destinare al concorso di cui la punto precedente il maggior numero di posti possibili, superando anche quanto previsto dalla legge 186/2003, cioè il 70% dell’organico;
  • Graduatorie ad esaurimento sia per il concorso straordinario che per il vecchio concorso del 2004.

Non abbiamo tralasciato di parlare di altre  questioni come la valutazione  di chi frequenta l’ora di religione con le altre discipline, così anche per chi frequenta l’attività didattica e formativa in alternativa all’IRC; l’organico potenziato per l’IRC  a supporto della progettazione e dell’organizzazione (dal 2015 i collaboratori vicari insegnanti di religione non godono più dell’esonero del servizio), della creazione di una specifica classe di concorso per i due settori formativi e allineare l’insegnamento di religione alle altre classi di concorso.

La scelta di incontrare i politici nel loro territorio è dettato dalla necessità di dare una risposta proprio dal basso. Basti pensare che il precariato di religione in Lombardia si aggira intorno a 3000 docenti, un quinto di tutto il precariato nazionale.  Partire dal territorio per stimolare la discussione a livello nazionale e risolvere definitivamente una situazione paradossale, logorante e ingiusta e che non può più procrastinarsi.

La redazione.

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